Massimiliano Salvo, Associazione Ligure dei Giornalisti:
“Nessuno fa inchieste sui precari dei giornali perché tutti hanno scheletri negli armadi”

Molto applaudito, al Congresso nazionale della stampa in corso a Riccione, l’intervento di Massimiliano Salvo della commissione lavoro autonomo del sindacato (CLAN-FNSI). “Sono stato – dice – uno dei tanti precari di Repubblica, lavoravo a Genova e nel febbraio nel 2020 per la prima volta noi precari di Repubblica ci siamo riuniti per i nostri diritti arrivando per due anni a un muro contro muro fino al primo stato di agitazione per i precari del nostro giornale. Noi poi abbiamo visto il contratto non rinnovato, dopo anni di lavoro e ora giriamo a raccontare queste vicende: utile spiegare mentre intanto sono nati anche i coordinamenti di Ansa e Messaggero”.

Il sistema, racconta Salvo, porta a casi estremi: “Nessuno fa inchieste sui precari dei giornali perché tutti hanno scheletri negli armadi e spesso un precario va a raccontare le situazioni dei precari di altre categorie. Molti colleghi lavorano a 10, 7, 3 euro lordi ad articolo e i più fortunati hanno dei co.co.co con magri mensili. Se ti fai male sono fatti tuoi e ormai ci sono i senatori precari nelle redazioni”.

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